
“Pinacoteca dei luoghi impossibili” è un concept album di 11 brani (10 più uno strumentale) incentrato sui temi della salute mentale e fisica: scritto quasi Interamente a ridosso dei lockdown dovuti alla pandemia di covid-19, l’album racconta di come salute fisica e salute mentale si influenzino reciprocamente, attraverso un viaggio audiovisivo basato sull’esperienza personale dell’autore.
I !Luoghi Impossibili” citati nel titolo rappresentano la complessità della mente umana, con i suoi meccanismi complessi e talvolta difficili da interpretare, mentre la dicitura “Pinacoteca” nasce dall’idea di realizzare per ogni brano un “quadro”
tramite intelligenza artificiale che rispecchiasse l’atmosfera generale del brano.
L’album è stato realizzato interamente dallo studio di produzione Asux Records e vede le collaborazioni di TBO TheBigOne (Nicola Bigoni) e Gren_ (Matteo Poletti).

L’INTERVISTA
1. Ciao Claudio, parlaci di te?
Ciao, mi chiamo Claudio Sirigu e sono un cantautore emergente classe 2001, sono un
polistrumentista autodidatta e un fonico diplomato presso la NAM di Milano.
2. Raccontaci dei tuoi inizi nella musica!
Ho iniziato fin da piccolo a respirare in casa aria di musica, mio padre suona la chitarra e a mia madre ha sempre cantato per passione, ho frequentato un brevissimo corso base di pianoforte durante le scuole elementari ma la maggior parte delle cose le ho apprese tra le mura domestiche. Inizialmente scrivevo soltanto ma non cantavo, a 16 anni, per necessità, iniziai anche a cantare e registrai il mio primo album di demo in studio, e così incominciò tutto.
3. Chi è il tuo idolo?
Difficile dire solo un nome, sono molto legato al cantautorato italiano perché lo sentivo in casa fin da piccolo, dovendo proprio scegliere gli esponenti che mi hanno sempre accompagnato di più già dall’infanzia sono Samuele Bersani, Cesare Cremonini e Mango.
4.Con chi sogni di collaborare?
Per il genere di musica che ascolto ora, senza voler scomodare mostri sacri della musica di
tutti i tempi, gli artisti con cui attualmente sogno di collaborare sono probabilmente Galeffi e Fulminacci.
5.Il miglior ricordo della tua carriera?
Decisamente la prima volta in studio, un’esperienza magica vedere come i brani che avevo in mente stessero prendendo davvero forma, anche perché ho avuto la fortuna di lavorare con uno splendido professionista ed una splendida persona, Francesco Altare, che saluto. Inoltre penso che quell’esperienza sia stata determinante nel farmi scegliere di studiare per diventare fonico.
6.Il tuo sogno più grande?
Sembrerà banale, ma al momento non desidero altro che lasciare qualcosa di bello a quanta più gente possibile con ciò che ho da dire in musica.
8.Grazie per essere stato con noi!
Ciao a tutte e tutti, a presto! 🙂