“Universi paralleli”, il nuovo album di MacS

“Universi paralleli”, 20/04/2023.
“Dalla voglia di trasmettere le mie influenze, storie e fantasie nasce il mio primo album. Rock, pop e un po’ musica italiana.”
Un viaggio attraverso universi musicali differenti e paralleli, che si fondono in un ossimorico tutt’uno.
È possibile ascoltare un’anteprima di 30 secondi di ogni brano sul sito internet.

Classe 1975, nato a Torino, da sempre la musica nel cuore.
Suona la chitarra da quando ha 14 anni e per gli anni seguenti suona in numerose band, scrive canzoni e suona live nelle più diverse situazioni.
Principalmente autodidatta, ha preso qualche lezione di chitarra e qualcuna di piano.
La sua grande passione per la chitarra (e la musica in generale) nasce in lui da giovane ed è quasi eguagliata da quella per i computer e l’informatica, la cucina e il vino.
Fin dal primo concerto a cui ha assistito (Madonna nel 1987) si rende conto di un fatto: la musica avrà un ruolo fondamentale nella sua vita.
Influenze varie dal pop della prima gioventù (Madonna, Michael Jackson, e tanti altri), Vasco Rossi, e poi l’amore per il rock fine anni ’80, quello dei Guns ‘n’ Roses in particolare.
“Appetite for destruction è senza dubbio l’album che porterei su un’isola deserta – dice – cazzo che disco! Non so nemmeno quante copie ne ho. È l’unico disco di cui non salto mai nemmeno una traccia.”
Col passare degli anni si avvicina poi sempre di più alla musica italiana, al jazz e a svariati altri generi musicali.
“Spero che le mie influenze vengano veicolate dalla mia musica al cuore di chi mi ascolta.”

L’INTERVISTA

1) Presentati:
Ciao, sono MacS e suono rock! Da sempre amo la musica e posso dire, ahimè, che oramai son tanti anni. Oltre alla musica adoro la cucina e il buon vino. Cosa c’è di meglio, dopo una bella cena con amici, che prendere una chitarra e intonare una canzone?!
Che sia un pezzo del cuore (ne ho tanti) di altri o un pezzo mio poco importa.

2) Raccontaci dei tuoi inizi nella musica:
Quando avevo quattordici anni ho comprato la prima chitarra usata e “Chitarristi in 24 ore”.
Nei primi mesi ho imparato e suonato i pezzi di un libro di canzoni, poi ho comprato degli spartiti di Vasco. Poco dopo è nato l’amore per l’hard rock e il metal di fine anni ’80, primi anni ’90. Guns, Metallica, Skid Row, etc…
A quindici anni ho formato il mio primo gruppo che suonava le hit di quei gruppi.

3) Chi è il tuo idolo?
Non saprei, onestamente non mi sento di dire di avere un idolo.
Come chitarrista sicuramente sono legato a Slash. Avendo però ascoltato tanta musica e tanti generi diversi sono legato a tanti altri grandissimi chitarristi.
Ad esempio mi piace molto Paul Gilbert, soprattutto per i suoi incredibili voicing sulle ritmiche.
Per stare in Italia, mi piace davvero un sacco Massimo Varini.

4) Con chi sogni di collaborare?
Senza dubbio Massimo Varini. Chitarrista, musicista, compositore, arrangiatore, produttore, didatta incredibile.
A mio avviso indubbiamente il miglior chitarrista italiano e tra i migliori che abbia mai sentito. Ecco, diciamo che mi piacerebbe suonare così, anche se sono lontano anni luce.
A 18 anni (o giù di lì) sono andato a vedere un concerto di Nek (credo indossando una maglietta dei Metallica), che comunque trovo essere un cantante grandioso, principalmente per vedere Varini dal vivo.

5) Il miglior ricordo della tua carriera?
Beh musicalmente non mi sento di parlare di carriera. Ho suonato tanto, per tanti anni, ma sempre più come svago che come lavoro.
Le serate fantastiche sono state innumerevoli, però non ne ricordo una in particolare.

6) Il tuo sogno più grande?
Diciamo che il mio disco nasce dalla volontà di concretizzare le esperienze, le attitudini e le influenze in qualcosa di concreto.
Ovviamente però, come per chiunque pubblichi la proprio musica, il sogno è che sia ascoltato ed apprezzato il più possibile.

Pubblicato da Musica Magazine

International magazine

Rispondi

Scopri di più da MUSICA MAGAZINE

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere