“GIROTONDO” IL NUOVO SINGOLO DI SHAKYA

Il processo creativo della musica di SHAKYA prende spesso forma tra i rumori delle padelle e del brusio dei clienti del ristorante dove lavora come Chef ed è per questa ragione che la sua musica sa di vero.

I suoi brani sono un elogio alla preziosità della vita ed esortano ad esser sempre pronti a reagire nei momenti cruciali, comprendendo che gli ostacoli presenti sul nostro cammino sono, in realtà, un’occasione per temprarci e farci avanzare con sempre maggiore determinazione. 

SHAKYA, al secolo Emanuele Sireci, è un cantante ed artista eclettico di origine italiana.

Formatosi nell’ambiente Hip Hop di Palermo, ha affinato negli anni il suo stile attraverso le contaminazioni Reggae e Soul che contraddistinguono la sua musica, intrisa della poesia della scuola cantautorale italiana, rivolta verso il panorama estero più moderno attraverso la scelta di esprimersi anche in lingua inglese o francese.

Il suo universo si fonde, da qualche tempo, con la minuziosa ricerca stilistica di Egiuann grazie alla quale i due artisti arrivano a proporre il loro personale approccio alla musica ed uno stile davvero inconfondibile.”

IL BRANO

Avvolti nel silenzio, cammini dissestati perdono il loro punto di incontro. Le nostre certezze si sgretolano come l’asfalto sul quale avanzavamo fiduciosi. È tutto un sogno o questa realtà non è più la stessa? La risposta è nel blu.” (Shakya – Emanuele Sireci)

L’INTERVISTA

1 – Ciao Shakya, grazie per essere qui con noi!

Buongiorno a tutti i lettori di Musica Magazine, mi chiamo SHAKYA ed è per me un piacere poter stare in qualche modo in vostra compagnia attraverso questa intervista.

2 – Raccontaci dei tuoi inizi nella musica!

Se il mio percorso nella musica fosse un indirizzo scolastico potrei riassumerlo dicendovi che ho frequentato l’asilo e le scuole elementari a Palermo, con i miei primi “compagni di scuola”.
Le medie le ho fatte a Parma dove, insieme al mio compagno di banco Junior Lucio, abbiamo dato vita a due album col progetto Vibe2toeS.
Successivamente, sempre a Parma, ho iniziato il mio primo anno di superiori realizzando il mio primo lavoro da solista, “Chiddu chi fazzu”, sotto il nome di Stone, per poi trasferirmi a Lecce continuando lì gli anni delle superiori e portando, come tesina, il mio album “NaturalMente” rinascendo sotto il nome di SHAKYA.
Da lì il mio trasferimento all’Università di Bruxelles. La triennale l’ho finita, adesso sono nel percorso della magistrale ma miro già al dottorato di ricerca!

3 – Chi è il tuo idolo?

Ne ho più di uno. Sono le persone comuni, quelle che agiscono nell’ombra, avanzando in mezzo alle difficoltà col sorriso stampato in faccia.
Faccio fatica ad immaginare di avere un idolo, se per questo intendiamo qualcuno adorato o venerato quasi fosse una divinità.
Ci sono però diverse persone, se restiamo in ambito musicale, che rispetto profondamente ed alle quali guardo con grande ammirazione. Sarei un bugiardo se dicessi, prendendo ad esempio il rap, che tra “107 elementi” e “Noi, loro, gli altri” abbia avuto molti altri orgasmi musicali, ma sporadicamente qualche buona volta c’è stata.
Diciamo che tendenzialmente non riesco a fissarmi su qualcuno. Non vengo attratto dal personaggio in sé ma da ciò che mi trasmette ed in più adoro scoprire, scoprire e scoprire e per fare ciò seguo sempre un unico filo conduttore: l’emozione, lo stupore.

4 – Con chi sogni di collaborare?

Non avendo idoli è difficile immaginare di sognare di collaborare con qualcuno. Se lo sogno è perché è irrealizzabile e quindi è qualcuno che purtroppo non c’è più. In questo caso potrei dirvi che sogno allora un featuring con Bob!
Avrei piacere di collaborare con qualcuno che riesce a darmi quell’emozione appunto, quello stupore che cerco, l’integrità. Ecco un’altra cosa che mi tocca e commuove fortemente: l’integrità della persona e, di conseguenza, l’integrità dell’artista.
Poche scoperte negli ultimi anni sono state davvero una bella sorpresa. Una di queste è senza dubbio, come ho già detto durante un’altra intervista in diretta, Johnny Marsiglia.

5 – Il miglior ricordo della tua carriera?

Solitamente ad una domanda così precisa mi si annebbia il cervello e non ricordo più nulla!
In realtà sarebbero infiniti e forse il più facile da ricordare è proprio uno dei più recenti.
Credo che la mia missione, in quanto cantante, sia quella di essere un tramite, attraverso la mia voce, tra l’Universo e le persone. Attingere all’infinita bellezza e armonia che c’è nell’Universo e portarla anche solo nel cuore di una singola persona, aiutarla, farla stare bene e durante uno dei miei ultimi lives ho potuto davvero sperimentare questa profonda emozione: essere utile gli altri, fuori dal mio ego, fuori dal mio personaggio. Essere lì, per gli altri, distrarli, farli gioire e gioire nel vederli gioire. È difficile da spiegare ma l’appagamento che provo è davvero illimitato.

6 – Il tuo sogno più grande?

A ‘sto giro ne ho solo uno: uscire per strada ed abbracciare tutti, indistintamente, come fratelli. Vedere ognuno poter realizzare i propri sogni e festeggiare insieme, sinceramente. Eradicare la miseria umana, in primis, dal cuore di tutte le persone.

7 – Se vuoi puoi suonare qualcosa per noi!

Visto che è un’intervista scritta non vi posso suonar nulla ma posso approfittarne per dirvi di andarvi ad ascoltare il mio ultimo singolo, “Girotondo”, prodotto da Egiuann. (Link)

8 – Grazie per essere stato con noi!

Un saluto al pubblico di Musica Magazine attraverso un caloroso abbraccio, lo stesso che vi darei se fossi per strada, come nel mio sogno

Pubblicato da Musica Magazine

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