
Michele Filoramo é un cantautore siciliano classe ’93, nato a Milazzo in provincia di Messina. All’età di 14 anni imbraccia la sua prima chitarra e comincia a scrivere, musicare e interpretare le sue canzoni da autodidatta.
Numerosi live nella sua città, qualche contest vinto, tante difficoltà nel trovare una dimensione musicale con le esigenze della quotidianità, smette di esibirsi ma non di scrivere, tra un lavoro e l’altro c’è sempre di mezzo una canzone.
La sua carriera é fatta da più bassi che alti, numerosi tentativi di realizzare un progetto che sembra impossibile persino a chiamarlo “sogno”, ma al tempo stesso ne realizza un altro, quello di creare un piccolo studio di registrazione in garage, dove Michele continua a scrivere e produrre.
Ci racconta: “Non sono mai stato uno troppo sicuro di sé, non ho mai studiato musica e forse anche per questo…mia madre ha sempre creduto nella mia espressione artistica, quando tutt’ora le faccio sentire una canzone riesco a percepire le sue emozioni, mi ha sempre spronato a non mollare, ma avevo bisogno di qualcuno che gettasse il mio cuore oltre l’ostacolo… a Settembre dell’anno scorso ho conosciuto Sarella, Mari, Pierfrancesco e Chiara… sono la mia squadra vincente, mi hanno aiutato a credere alla mia musica e in generale alla mia persona. Devo tanto a loro…é un momento meraviglioso e devo ringraziarli di questo.”
JUPITER JUMPS
Musicalmente identificabile nell’indie pop, il brano ha tendenze soft rock, solo chitarre e una leggera linea di basso e batteria. Il ritmo incalza nel ritornello in una trascinante melodia alla quale si unisce un echo vocale che rende profondo l’ascolto.
Il testo ha numerosi riferimenti, tra i più curiosi l’accostamento proprio dell’echo alla canzone Plaisir d’amour (..”seduto al bar del blues, mentre suona il tuo Plaisir d’amour”) che la Regina Maria Antonietta intonava, secondo la leggenda, dalla sua vuota cella in prigione prima di essere ghigliottinata, generando un echo sonoro simile, immagine riproposta poi nel verso “Je sens ta peau sur moi” scritto apposta in francese e letteralmente tradotto in “sento la tua pelle su di me” come se si potesse sentire uno stato d’animo oltre che morale.
Dice: “Jupiter Jumps nasce in viaggio, ed é un viaggio… Eravamo diretti ad Agrigento, alla Valle dei Templi, ho cominciato a scrivere in auto sul sedile posteriore, i contorni e i profumi delle strade siciliane, il mito e il mistero che avvolge i Templi, quello di Giove da cui ho preso ispirazione per il titolo del brano e anche per la mia frase preferita ‘ancora una volta, ci eravamo promessi, l’ultimo bacio tra la Luna e Giove’ un fenomeno astronomico chiamato ‘congiunzione’, il momento in cui sono sullo stesso meridiano celeste, il momento in cui il tempo si ferma, la Luna un disco bianco perfetto, Giove una stella luminosa quanto grande, vicini e soprapposti si toccano intensi e fugaci.” Tutto questo é “Jupiter Jumps”.
Ogni canzone ha la sua storia, ogni storia é una canzone, e chissà quali saranno le prossime… Intanto Michele Filoramo sta lavorando al suo nuovo progetto tutto in acustico si chiama “Chitarra e Voce” e speriamo di ascoltarlo presto.
L’INTERVISTA
1) Ciao, grazie per essere qui con noi, parlaci di te!
Michele Filoramo, 30 anni, sono nato e vivo a Milazzo in provincia di Messina.
La mia passione per la musica non ha una data precisa, già da bambino ascoltavo tantissima musica sia italiana che internazionale, comincio a scrivere e musicare a 14 anni quando mamma mi regala una chitarra acustica, ma non ho mai studiato se non da autodidatta. Ho condiviso questa passione con artisti e compositori di zona, ai quali ho “rubato” le tecniche e gli stili, e con i quali ho per anni suonato in varie band spaziando dal pop al rock, esibendomi non solo nei locali ma anche in qualche contest.
Il mio progetto non decolla nonostante i numerosi tentativi di realizzarlo causa la mia insicurezza e la difficoltà di trovare sonorità condivise, ma al tempo stesso lavoro come cameriere e metto su un piccolo studio di registrazione nel garage di casa.
La svolta arriva nel Settembre scorso, ho conosciuto Sarella, Mari, Pierfrancesco e Chiara… sono la mia squadra vincente, mi hanno aiutato a credere alla mia musica e in generale alla mia persona. Devo tanto a loro…é un momento meraviglioso e devo ringraziarli di questo. É così che ha preso vita la mia musica, o come dico spesso é così che la mia musica ha trovato la sua casa.
2) Raccontaci di come è nato il tuo nuovo singolo!
Jupiter Jumps nasce in viaggio, ed é un viaggio. Eravamo diretti ad Agrigento, alla Valle dei Templi, ho cominciato a scrivere in auto sul sedile posteriore, i contorni e i profumi delle strade siciliane, il mito e il mistero che avvolge i Templi, quello di Giove da cui ho preso ispirazione per il titolo del brano.
3) Chi ha prodotto la canzone?
Ho autoprodotto la canzone e curato il mastering e ricercando la sonorità migliore.
Per quanto riguarda la distribuzione mi sono affidato all’etichetta indipendente TuneCore che si é occupata di tutto il lavoro pubblicitario.
4) In quanto tempo è stato realizzato il brano?
Quasi due mesi, ma é stato tutto spontaneo e lineare, anche se c’ho lavorato giorno e notte. Avevo già tutto chiaro in mente, e non è stato impossibile realizzarlo.
5) Cosa vuoi comunicare con la tua musica?
Credo che la musica non debba comunicare nulla, deve solo essere liberamente interpretata da chiunque voglia sentirci dentro una parte di sé, o del proprio mondo.
Vengo definito un artista pop surrealista credo anche per questo, ma per come la intendo io sono soltanto un cantautore.
6) Il tuo sogno più grande?
Mi piacerebbe realizzare una “casa della musica”, qui nella città dove vivo. Un posto che può aiutare tutti quelli che vogliono esprimere la loro arte o semplicemente condividere la loro passione senza alcun vincolo economico o di classe sociale, senza politica, o appartenenza culturale, di genere.
Milazzo è una città fantastica, culla di tante culture diverse, meriterebbe un posto così.
7) Per te, qual è la frase più bella della tua canzone? E che significato ha?
Il ritornello: ‘Tu vivi soltanto, Zitto non guardare, Ascolto i suoi silenzi, poi ci siamo persi, Ancora una volta, ci eravamo promessi, l’ultimo bacio tra la Luna e Giove’
La congiunzione di due momenti intensi e fugaci, una contrapposizione di gioia e dolore, realtà e fantasia, come infondo è un bacio tra la Luna e Giove: il momento in cui sono sullo stesso meridiano celeste, il momento in cui il tempo si ferma, la Luna un disco bianco perfetto, Giove una piccola stella luminosa quanto grande, vicini e soprapposti si toccano intensi e fugaci.
8) Quale frase delle tue canzoni il tuo pubblico dovrebbe portare nel cuore?
Sempre il ritornello 🙂 Perché infondo l’unica cosa che si può fare è vivere la vita, viversi nei momenti più belli anche se ci si promette a volte cose impossibili e siamo amanti della realtà, ci sono cose che possono succedere anche se durano un attimo… forse è lì che si racchiude l’eternità.