L’INTERVISTA A MACABORO

Produttore e rapper nato a Olbia, si distingue per la sua tendenza ad innovare e scardinare i canoni. All’anagrafe Andrea Manzo, nasce nel 2001.

Il suo interesse per la musica lo porta ad approcciare il mondo della produzione molto presto, e l’incontro con Kaizén anni dopo ha incentivato e valorizzato questo aspetto della sua vita.

I due hanno iniziato a collaborare, dando vita nel 2021 alle produzioni presenti nel disco TOTEM di En?gma. Questa esperienza lo ha stimolato a mettere sul tavolo una seconda carta che, parallelamente, stava affinando: la scrittura.

Il suo suono è pieno di sfaccettature: curare tutti gli aspetti creativi di ciò che fa lo ispira a creare brani unici e mai sentiti.

L’INTERVISTA

1) Ciao, grazie per essere qui con noi, parlaci di te!
Sono un produttore e rapper di Olbia. Cerco di sperimentare e portare sul tavolo un suono diverso, e lavorare sia alle strumentali che alla scrittura mi da lo spazio di manovra perfetto per farlo.


2) Raccontaci di come è nato il tuo nuovo singolo!
Volevo fare un ritratto di ciò che passa per la mente di un’artista emergente nel 2024, questo flusso di coscienza poi è sfociato in un rigetto delle dinamiche che l’industria ha tirato su. È un brano molto schietto e aggressivo, sono fiero di come è venuto fuori.


3) Chi ha prodotto la canzone?
Sempre io. Volevo che suonasse come uno schiaffo in faccia, quindi giù di brass e suoni simil-club. Cerco sempre di dare un’identità unica ai brani, la produzione è fondamentale.


4) In quanto tempo è stato realizzato il brano?
Una settimana circa. La strumentale è venuta fuori in fretta, alla scrittura ho voluto dedicare tutto il tempo necessario.


5) Cosa vuoi comunicare con la tua musica?
Ciò che voglio trasmettere al pubblico è in primis la passione che ci metto. Per me è tutto.


6) Il tuo sogno più grande?
Gli stadi, ovviamente.


7) Per te, qual è la frase più bella della tua canzone? E che significato ha?
“Flexa quello che non hai fino a che non lo ottieni”. Oltre a essere uno degli attacchi di strofa più potenti che mi siano mai venuti fuori è una critica al “fake it ‘till you make it”, fin troppo adottato da chiunque voglia far qualcosa con la musica.


8) Quale frase delle tue canzoni il tuo pubblico dovrebbe portare nel cuore?
Farei un passo indietro e citerei North Face, lo scorso brano con Zeep. “Bimbi rotti fanno ragazzi d’oro”.

Pubblicato da Musica Magazine

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