
Lucio Momo torna su Dootrecords con un nuovo EP con tre tracce caratterizzate da melodie accattivanti e ritmi semplici ma efficaci.
L’EP mette in mostra lo stile inconfondibile di Momo, che fonde minimalismo e profondità emotiva, creando un’esperienza di ascolto coinvolgente e immersiva.
L’INTERVISTA
1) Ciao, grazie per essere qui con noi, parlaci te.
Ciao e grazie a voi per l’invito.
Mi chiamo Luciano, per gli amici Lucio. Sono della provincia di Bari, classe 89, cresciuto con musicassette dei fratelli maggiori e musica dance 80/90 a palla nello stereo. Di professione sono Chef di cucina ma con la musica nel sangue.
2) Racconta degli inizi nella tua musica.
Come dicevo prima, l’influenza musicale dei miei fratelli mi ha plasmato, uno di loro è anche Dj, quindi smanetto sin da piccolo con strumentazioni e PC. Alle elementari suonavamo il flauto dolce, e di li scoprí che avevo una certa attitudine con gli strumenti. I miei genitori alle medie mi regalarono una tastiera perché ho sempre avuto voglia di suonare. Replicando sigle di cartoni animati e musica dance del momento tutto ad orecchio. Non ho mai studiato musica, ma compongo accordi e melodie senza problemi.
Crescendo ho iniziato anche a fare il dj comprando i miei primi giradischi, suonando a feste per amici fino ai locali più gettonati della zona. Nel frattempo componevo musica elettronica in camera che proponevo nei miei dj set. Un giorno, nel lontano 2011 incontrai un ragazzo con il quale fondammo il duo Momo Project, ecco da dove deriva “Momo”. Dopo un po’ ci separammo e decisi di pubblicare i miei album come Lucio Momo sperimentando vari generi musicali. Il 2024 per me segna la svolta professionale in ambito musicale.
3) Cosa ti piacere comunicare al pubblico, quali emozioni vorresti trasmettere?
Forse non tutti sanno che la musica elettronica ha un’ anima. Almeno per me è così. Solitamente mi lascio ispirare da ciò che mi circonda o addirittura da stati d’animo. Il mio ultimo album “Pleasure Time” uscito sulla label Dootrecords dell’artista barese Mowree. È composto da tre tracce che caratterizzano tre stati d’animo differenti. Per esempio il singolo Pleasure Time (dal quale prende nome l’album), ero in pace con me stesso e con il mondo. Mi auguro che chi ascolti l’album percepisca ciò che provavo quando l’ ho composto. Il viaggio è appena iniziato, avrò ancora tanto da raccontare.
4) Quali artisti ti piacerebbe coinvolgere in un tuo progetto discografico?
La lista è bella lunga, però mi piacerebbe collaborare sicuramente con gli Agent of Time, anche loro baresi, ma non mi dispiacerebbe anche Armin van Buuren o Stephan Bodzin.
5) Il miglior ricordo della tua carriera?
Le serate passate nei locali a suonare, proponendo ciò che sento mio e vedere il pubblico coinvolto. Era così coinvolto che la mia compagna l’ho conosciuta proprio dopo una serata dove fui ospitato a suonare. Ora sono ben 13 anni che siamo insieme e continua a supportarmi come il primo giorno.
6) Prima di uno spettacolo, qualche instante prima di entrare in scena, quali sono le tue sensazioni?
Svuoto la mente e divento una macchina. Dico sempre che sono metà umano e metà cyborg. Lavorare nelle cucina ha sviluppato in me un senso di organizzazione mentale unico. Oltre ad avere padronanza di quello che sto facendo.
7) La frase del tuo brano che il pubblico dovrebbe portate sempre con sé?
Non ho molte tracce con cantati significativi, ciò che trascina è la melodia più che il semplice testo.
8) Grazie per essere stato con noi, saluta il pubblico di Musica Magazine
È stato un vero piacere poter parlare con voi e raccontarmi. Ringrazio anche tutto il pubblico di Musica Magazine che invito a seguirmi sui social per restare sempre aggiornati sulle mie pubblicazioni… Piccolo spoiler, a dicembre esce un nuovo singolo.