
Nato a Napoli nel 1981, sotto il segno dei Gemelli, Dario Renga sceglie di raccontarsi al mondo con il nome artistico Dareios (Δαρεῖος), un richiamo alle sue radici di greco antico.
Sin dall’adolescenza, si avvicina al canto e alla musica, ma è nella scrittura che scopre il suo talento. A soli diciassette anni, mette su carta il suo primo testo, un embrione di quello che diventerà un inedito. Quei primi scritti, però, li custodisce come un diario segreto, lontano dagli occhi di chiunque.
Dopo anni trascorsi a scrivere, archiviare e custodire gelosamente i suoi testi, Dareios ha finalmente deciso di dare forma e vita alle sue parole. La sua narrazione è caratterizzata da punti di vista originali, a tratti paradossali e imprevedibili, che catturano l’attenzione e invitano alla riflessione.
L’esempio del suo primo inedito infatti, “La latteria” si presenta come una storia bizzarra, a tratti controversa e volutamente fraintendibile, ma sempre intrisa di una forte carica simbolica.
Un brano dalle sonorità funky-r’n’b con incursioni rock, synth avvolgenti e tocchi orchestrali retrò.
Il testo del brano esordisce con una citazione immediata a Gianni Morandi e alla sua celebre frase di “farsi mandare a prendere il latte….”.
Ma in tutto il racconto, i versi forti e provocatori celano una riflessione profonda: non si tratta di provocazione fine a sé stessa, ma di uno stimolo per spingere l’ascoltatore a guardare oltre le apparenze. Il brano trae ispirazione da vicende familiari e si intreccia con il tema contemporaneo del calo delle nascite. “La latteria” è una protesta creativa e ironica, narrata dalla prospettiva di un ipotetico nascituro che implora i suoi genitori di venire al mondo, ricordando loro il “metodo naturale” per avere una chance di vita.
Il brano vanta di un cameo rappresentato da una delle voci bianche del coro del “Teatro Regio” di Torino, Leon Nikita Zappino.
Il progetto è stato affidato all’ingegnere del suono Giovanni Cannarozzo che ha prodotto e arrangiato il brano. Tastierista e produttore anche di diversi artisti dell’attuale panorama musicale nell’hinterland torinese.
La programmazione musicale è stata invece commissionata alla prof.ssa Natalia Ryabova, docente di canto lirico/moderno e di pianoforte.

L’INTERVISTA
1) Ciao, grazie per essere qui con noi, parlaci di te.
Grazie a voi di questo spazio innanzitutto!
Ti dirò… mi piace l’idea di farmi conoscere ai più, con un nome comunque autentico. D’altronde il mio di battesimo ha origini greche. Questo perché mi ritengo abbastanza legato alle origini, ma credo anche che non bisogna sempre vivere attaccandosi a queste senza guardarsi intorno. Te la dirò scherzando… ma credo di esser nato con le cuffie e non con la camicia. Ho una mia foto ritratta dal mio papà, di quando mi ha immortalato mentre indossavo delle cuffie e ascoltavo musica all’età di soli 2 anni. Capisci con che soggettone stai parlando…? Devo aggiungere altro…? 😂😅
2) Cosa dovrebbe fare un Artista affinché possa risultare convincente?
Bella domanda. Io ad esempio cerco di essere me stesso e senza farmi condizionare troppo…. Secondo me bisogna osare e azzardare. Se hai coraggio sei già vincitore! Non serve necessariamente farsi prendere dalle mode del momento. Questo purtroppo accade spesso nella musica anche. Se riflettiamo, la musica è una forma d’arte da miliardi di colori… esistono solo 7 note ma con queste puoi rifare davvero il mondo. Quindi direi…. facciamo la nostra di musica, proponiamoci e raccontiamoci con autenticità, per quello che siamo e basta!
3) Cosa ti piacerebbe comunicare al pubblico, quali emozioni vorresti trasmettere?
Tutte quelle che sento. Ho scritto in tanti anni, tante cose. Ho toccato argomenti che in realtà riguardano tutti, cercando di raccontare le sfumature di certi vissuti in maniera diversa. Parlo di amore, di vita, di tradimento, di autocritica, di coraggio, di protesta, di corteggiamento, di promiscuità e… persino di morte… ma spero di averlo fatto in maniera delicata, con qualche paradosso e soprattutto senza necessariamente far avvertire all’ascoltatore il peso di certi patimenti e crucci che inevitabilmente ci hanno già segnato fortemente la vita.
4) Quali artisti ti piacerebbe coinvolgere in un tuo progetto discografico?
Beh potrei farti decine di nomi… ho ascoltato e ascolto tanta musica italiana. Amo tanti artisti e bravissimi cantautori e che ritengo siano molto versatili. Tanto per dire, Marina Rei, Cesare Cremonini, Elisa, Enzo Gragnaniello, Mauro di Maggio, Brunori sas, Vinicio Capossela, Giuliano Sangiorgi… sto esagerando? 😉
Son tutti diversissimi ed eterogenei. Chissà se un giorno…
Lasciatemi sognare dai…
5) Il miglior ricordo della tua carriera?
Quando al termine della mia prima esibizione live di un brano del maestro Battiato (in cui avevo voce e gambe tremanti), un signore mi ferma all’uscita: “sentivo tutta la tua emozione, ho capito che eri in difficoltà ma sei stato l’unico che mi è arrivato col cuore”.
6) Perché le persone dovrebbero ascoltare un tuo brano?
Perché credo che la musica e le parole hanno il compito di stimolare gli ascoltatori a guardare anche oltre le apparenze. Se ascolti il mio inedito “La latteria”, capisci cosa intendo.
Sembra una provocazione sciatta e piena di doppi sensi.
Vero, ma c’è anche tanto altro…
Ti faccio un esempio… ho citato un “Grande alibi sociale”…. quello che ormai usiamo spessissimo quando non ci va di fare delle cose, il cosiddetto “mal di testa”. Se ascolti e contestualizzi tutto il testo, capisci a cosa si riferisce quell’alibi!
“La latteria” è un po’ una matrioska, scopri elementi e dettagli man mano che la “denudi”!
Credo che strutturalmente mi somigli molto. Io ad esempio sono una persona da interpretare, anche nella vita privata.
7) La frase del tuo brano che il pubblico dovrebbe portate sempre con sé?
“Pensati giovane e guardati senza rughe”
Penso sia un concetto molto attuale.
In questa epoca siamo esposti ai social continuamente e per i quali ostentiamo una vita che magari non abbiamo. In un’epoca in cui la vita si allunga e si invecchia di più… la rincorsa al ringiovanimento è sempre molto attiva, a tal punto che “non ci va di trovare tempo da dedicare” ad altre priorità.
Capisco tutti i rimedi per fermare il tempo ma… vuoi mettere che ad un certo punto la giovinezza cambia e puoi essere veramente bello anche con le rughe?