
1) Ciao, grazie per essere qui con noi, parlateci di voi!
(risponde Umberto – chitarra)
tutto è nato quasi dieci anni fa quando ho incontrato Mattia (batteria) ad una jam a Marotta e dopo poche note suonate assieme è nata l’idea di creare e sviluppare musica propria. Di lì a poco si è aggiunto Giovanni (basso), già nostro amico e compagno di “sezione ritmica” di Mattia. Dopo qualche anno di sala prove, prime stesure di brani e instancabile ricerca finalmente è entrato anche Leonardo (sax) da Ancona. Ultimo ma non ultimo, poco più di due anni fa, Edoardo (voce) ha completato nonché coronato la tanto agognata formazione.
Anche la scelta del nome non è stata facile. L’acronimo EEF sta per Early ettringite formation: in poche parole L’ettringite è il minerale che rende il cemento compatto e “duro come una roccia” che, con un pizzico di licenza letteraria, è diventata la filosofia che contraddistingue la nostra band.
2) Raccontateci di come è nato il vostro nuovo singolo!
L’idea iniziale del brano nasce dal ritmo della batteria di Mattia che insieme alle linee di basso di Giovanni diventano il motore trainante del pezzo.
La chitarra aggressiva di Umberto e il Sax pungente di Leonardo donano al pezzo quell’impatto travolgente del Rock che, miscelato al groove della sezione ritmica e alla voce Soul di Edoardo, formano una sinergia unica e originale. Il singolo rispecchia in pieno la filosofia della band dove elementi di estrazioni musicali differenti danno vita ad un composto solido proprio come l’ettringite fa con il cemento.
Il brano descrive un primo appuntamento tra due persone in cui la musica è il mezzo mediante il quale si rapportano e si conoscono. “Dimmi, se fossi una canzone, quale sarei? Assomiglio piú a una canzone pop o ad una hard rock?”. Come andrà a finire tra i due potenziali innamorati? Poco importa, quello che conta è che sta andando tutto a meraviglia o almeno così sembra…
3) Chi, o cosa vi ha ispirato?
l’ispirazione può arrivare in ogni momento e in qualunque luogo: in sala prove, durante un viaggio o una passeggiata, oppure durante una cena tra i componenti del gruppo… I testi, invece, trattano temi personali, legati al nostro vissuto o alle nostre idee.
4) Come definite il vostro genere musicale? Perché lo avete scelto?
Nascono sempre degli accesi dibattiti interni per quando riguarda le “etichette” di genere che ci rappresentano. Questo significa che ognuno di noi probabilmente darà una definizione diversa, a volte magari quasi speculare. Io direi che la matrice è decisamente rock con mille influenze (derivanti dalle nostre esperienze personali) che vanno dal funk al jazz al soul.
5) Come componete i vostri brani?
Quello che è certo è che vogliamo essere completamente liberi nella stesura dei nostri brani, senza vincoli di genere né tanto meno di carattere radiofonico. In genere l’idea per un nuovo pezzo, più o meno strutturata, viene da me e/o da Mattia, alla quale si aggiunge spesso il testo scritto da Edoardo e ovviamente il contributo di tutti. Devo dire, raramente siamo partiti da zero tutti assieme, magari suonando in sala prove, ma in futuro vorremmo adottare più di frequente questa tecnica.
6) Come vedete il futuro della band? Quali sono i progetti?
Siamo sereni ed ambiziosi. Abbiamo capito in questi anni che uno degli ingredienti fondamentali è la costruzione di una solidità, di una coesione musicale e umana. In altre parole siamo un gruppo di buoni amici con cui condividiamo una fetta del nostro futuro.
Poi sicuramente c’è il discorso dell’attività live che abbiamo in programma di estendere in tutta Italia e sicuramente anche all’estero.
7)Che importanza ha la musica per voi?
Siamo cresciuti con la musica e continuiamo a nutrirci di musica! Crediamo molto nella magia che si crea tra i componenti di una band: fare musica in un gruppo significa raccontarsi, ascoltarsi e costruire insieme. Godiamo di questo privilegio e ci sentiamo fortunati!
8) La frase più bella della vostra canzone!
“Now I Think it’s time for some Good FUNK!”