
LE PAROLE è fuori su tutte le piattaforme di streaming digitale.
Il brano dalle sonorità fresche ed R&B con derivazioni Punky Pop, porta con se un ritornello accattivante che punta ad imprimersi nella testa dell’ascoltatore.
Nel brano YONA si cala nei panni di chi rimane in attesa di conferme dalla propria crush.
Come affrontare questa attesa?
Meglio uscire di casa, divertirsi e non forzare gli eventi. Se ti vorrà ti darà tutte le parole e le attenzioni necessarie.

L’INTERVISTA
1) Ciao, grazie per essere qui con noi, parlaci te.
Ciao, grazie a voi. Per me è un vero piacere poter parlare del mio progetto con voi di Musica Magazine. Il mio nome è Giovanni Spadaro, in arte YONA, sono tornato a fare musica dopo essermi fermato per un po’. Sentivo la necessità di abbracciare un mondo che mi fa sentire bene, che mi gratifica. Quindi ho ricominciato a scrivere e a produrre i miei brani.
2) Raccontaci del tuo nuovo lavoro discografico.
Il mio nuovo lavoro discografico si intitola “LE PAROLE”. Dietro la creazione del brano non ci sono solo io, ma anche altre figure importanti, tra cui il mio manager Alessio D’Angeli, il suo braccio destro Amina. Il loro aiuto è stato fondamentale. Il brano vuole raccontare con molta leggerezza il punto di vista di una persona innamorata che rimane in attesa di parole importanti dal proprio partner che confermino un reale interesse nel portare avanti la relazione. Nel brano, però, anziché raccontare questa attesa accompagnandola con le solite paranoie, il soggetto in attesa preferisce non fasciarsi la testa ma uscire di casa e divertirsi. Le parole arriveranno se l’interesse sarà reale, altrimenti “THANK YOU, NEXT”.
3) Nelle tue canzoni ti piace raccontare storie vissute in prima persona o immaginarie?
Sicuramente prendo spunto da quello che mi succede giornalmente. Spesso mi ritrovo ad aprire le note del mio telefono e iniziare a scrivere quello che ho appena vissuto. In quei momenti, mi isolo dal mondo e getto giù dei testi che poi rielaboro con più calma in un secondo momento. Mi piace miscelare avvenimenti vissuti in prima persona con scenari immaginari; trovo sia un modo per esprimere meglio il mio mondo e, allo stesso tempo, abbracciare quello dell’ascoltatore.
4) L’artista con cui vorresti collaborare?
Beh, se potessi avere il privilegio di scegliere un artista italiano, senza pensarci troppo, sceglierei Mahmood. Il suo sound per me è iconico e riconoscibilissimo; adoro la sua penna. Se dovessi alzare l’asticella e guardare oltre i confini italiani, sognerei una collaborazione con Lana Del Rey, icona indiscussa della mia generazione.
5) Per te la musica cos’è?
Cosa riesce a darti emotivamente? Ti rispondo con una domanda: cosa sarebbe YONA senza musica? La risposta è niente. È un’esigenza, una necessità, è respirare. Fare musica mi fa sentire vivo. È poter dare voce ai miei pensieri e sentimenti e metterli a disposizione di chi ascolta, ponendomi nelle condizioni di essere empatico con chi mi è distante e magari si ritrova ad aver vissuto un’esperienza simile a quella di cui ho parlato in una mia canzone.
6) Prima di uno spettacolo, qualche istante prima di entrare in scena, quali sono le tue sensazioni?
Ogni volta che sto per entrare in scena, sento un mix di emozioni. C’è sempre un po’ di nervosismo, ma anche una grande eccitazione. È un momento in cui l’adrenalina sale e tutto si concentra sull’esibizione. Mi sento vivo, energico, e pronto a connettermi con il pubblico. È una sensazione unica, come se il tempo si fermasse e tutta la mia attenzione fosse focalizzata su quel preciso istante.
7) La frase del tuo nuovo brano che il pubblico dovrebbe portare sempre con sé?
Anche se ti sto accanto i miei occhi ti stanno chiamando.
8) Grazie per essere stato con noi.
Grazie a voi per avermi ospitato. È stato un piacere essere qui. Un saluto speciale a tutti i lettori di Musica Magazine, continuate a seguire la buona musica e a supportare gli artisti emergenti. A presto YONA.