“TRA 2 DITA” il nuovo singolo di Ker SAAZ

“TRA 2 DITA” racconta l’amore a distanza. Di come faccia sentire completi ma allo stesso tempo vuoti, di come renda tutto migliore ma allo stesso tempo non fino in fondo. Il titolo rimarca la dimensione/distanza di qualcosa (in questo caso di qualcuno) che si allontana. La sensazione è quella di non essere mai del tutto a posto con sé stessi, cercando costantemente di “scandire sotto pelle ogni singolo minuto” con la persona amata “per renderlo la propria realtà”.

L’INTERVISTA

1) Ciao, grazie per essere qui con noi, parlaci di te.

Ciao, grazie mille a voi per avermi dato questo spazio. Il mio nome è Ker SAAZ e faccio musica, perché la musica è ciò che mi fa sentire me stesso. Scrivo testi da quando avevo 16 anni. A quell’età continuavo a cercare la mia misura, un modo di scrivere che potesse rappresentarmi. Ad oggi posso dire di averla trovata: testi ricchi di metafore che possano incuriosire l’ascoltatore e immagini forti che lo possano fare sognare. Le melodie sono arrivate dopo. Ho infatti iniziato con il rap, continuando a sperimentare, e arrivando, ad oggi, a voler essere sempre più orientato verso il Pop-RnB. Cerco continuamente di mettermi alla prova, sfidando il me stesso del passato nella colorazione di nuove melodie; sempre più rappresentative di ciò che mi fa venire DAVVERO la pelle d’oca. Il mio obiettivo è semplicemente arrivare ad essere la versione migliore di me.

2) Raccontaci del tuo nuovo lavoro discografico.

Il nuovo singolo “TRA 2 DITA” è uscito da circa un mese e sin dalle prime demo ha avuto quel magnetismo che mi ha poi portato a terminarlo. Parla dell’amore a distanza, racconta quella sensazione sospesa in cui ci si sente completi ma allo stesso tempo vuoti, vicini ma non abbastanza per colmare del tutto il bisogno dell’altro. Il titolo richiama la dimensione di qualcosa che si allontana riempiendo lo spazio minuscolo tra due dita avvicinate per sottolinearne la misura. La base è stata pensata da me, ma solo grazie alla mia amica maga del suono MaRie è stato possibile mettere il tutto insieme. È una canzone che spero possa fare sentire le persone che vivono di affetti lontani, di qualsiasi tipo essi siano, comprese e rassicurate, perché alla fine in molti viviamo la stessa vita, piena di pensieri ma anche di abbracci che ritorneranno.

3) Nelle tue canzoni ti piace raccontare storie vissute in prima persona o immaginarie?

Preferisco spogliare le emozioni che ho vissuto in prima persona, riuscire a comprenderle e a comprendermi in maniera migliore. Tuttavia, non escludo la possibilità, in un futuro, di scegliere anche la seconda possibilità.

4) L’artista con cui vorresti collaborare?

Leon Thomas. Per il suo talento gigantesco, per la sua ispirazione artistica che percepisco in ogni lavoro e per la sua conoscenza musicale.

5) Per te la musica cos’è? Cosa riesce a darti emotivamente?

È come dire: “per te un braccio cos’è?”. È parte di me e non posso farne a meno. Se per un giorno non ascolto musica il mio umore ne risente, e non sto esagerando. Mi dà vita.

6) Prima di uno spettacolo, qualche instante prima di entrare in scena, quali sono le tue sensazioni?

Sento le gambe tremare, ma il cuore pulsare più sicuro. È una sensazione strana da spiegare. È come fare un salto nel vuoto sapendo che dall’altra parte c’è qualcosa di bello che ti aspetta.

7) La frase del tuo nuovo brano che il pubblico dovrebbe portare sempre con sé?

“Scandiamo ogni singolo minuto sotto pelle a farci da realtà, sdrammatizzando il rimbombo che ci lascia l’ultimo tocco”.

8) Grazie per essere stato con noi.

Grazie mille a voi! Ciao Musica Magazine, buona musica!

Pubblicato da Musica Magazine

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