
Mario Di Maria, aka Mefisto Azrael, nato a Roma, classe 97, membro dei fondatori della Krocodile Ravenous Crew, abbreviato “KRC”. dedica il suo percorso artistico su un tipo di scrittura tendente al Rapcore, un genere a sé molto aggressivo e provocatorio su basi ricche di demoni e una vena di “male”. Fece i suoi primi passi con le aperture dei live di vari artisti come Inoki, Nayt, Metal Carter e altri, facendosi strada per le zone periferiche e locali di Roma, collaborando in seguito con altri artisti come Jack the smoker di Machete Empire e Ion della Real Deal. in seguito venne fondato il brand Krocodile Ravenous Crew, formando ancor di più il percorso artistico e lavorando sia all’interno che all’esterno di Roma.
L’INTERVISTA
1) Ciao, grazie per essere qui con noi, parlaci te.
Ciao grazie a voi, sono Mario, in arte Mefisto Azrael, sono un ragazzo di Roma, faccio Rap da circa quasi 10 anni, ho scelto di fare principalmente questo genere, per la sua ampia disciplina che nel corso degli anni mi ha donato mentalmente e non solo, determinate prospettive a livello stradale, umano, lavorativo e caratteriale. Inoltre sono membro del gruppo e brand Krocodile Ravenous crew, la KRC, insieme a Demone ryu, rapper e produttore, e Sobek, grafico illustratore e creatore del brand
2) Racconta degli inizi nella tua musica.
Iniziai con le prime rime ai tempi del liceo insieme ad una persona a me molto cara conosciuta oggi come Demone Ryu. Sono appassionato di rap sin da quando sono bambino, venendo comunque dal mondo dello skate e delle bmx, l’hip hop subentró subito nella mia vita, appena terminato la scuola andai a lavorare promettendomi al contempo di mettermi seriamente a fare musica per più di uno scopo oltre che gusto personale, terminato gli esami andai immediatamente alla ricerca di uno studio nella zona in cui vivo, lì fu la mia prima volta davanti ad un microfono provando con i testi che scrissi a scuola
3) Cosa ti piacere comunicare al pubblico, quali emozioni vorresti trasmettere?
Mi piace molto comunicare con argomentazioni generali e personali, su fatti che possano accadere o siano accaduti a noi stessi e altri, esponendo in terza persona e mai parlare esclusivamente di me. Espormi in modo diretto e indiretto cosicché l’ascoltatore ha modo di poter condividere la mia opinione o magari farsi un dibattito in base alla sua valutazione personale durante l’ascolto della traccia, inoltre sono un grande appassionato di Harley-Davidson, del genere horror e del mondo videoludico, infatti sono altre tematiche che cito spesso nei miei testi
4) Quali artisti ti piacerebbe coinvolgere in un tuo progetto discografico?
Gli artisti che mi colpiscono di più la quale avrei interesse nel portare a termine una collaborazione potrei citare i Dope dod o i Combichrist, anche se questi ultimi non c’entrano nulla con il genere del mio percorso artistico. I Dope Dod soprattutto sono stati molto di ispirazione sul mio stile di vestiario e soprattutto musicale
5) Il miglior ricordo della tua carriera?
Di migliori ricordi ne ho molti, in particolare quelli che prediligo di più sono quando ti lasciano un segno e te lo porti con te, come la mia prima volta su un palco, o quando portai a termine “Sinderesi” il mio primo album, inoltre anche ricordo di quando andai sotto casa di una persona ai tempi per me cara.
Scrissi una canzone per lei e andai in tarda serata ad esibirmi sotto la sua abitazione, nonostante la consapevolezza di poter infastidire più di qualcuno per svariati motivi. La più grande soddisfazione fu proprio la mia voglia di far sentire la mia musica ovunque e comunque a prescindere di quale periodo stia passando o per quale motivazione la sto facendo, quell’impeto che sento dentro di me è inarrestabile, variabile e intoccabile
6) Prima di uno spettacolo, qualche instante prima di entrare in scena, quali sono le tue sensazioni?
Poco prima di entrare in scena, mi capita spesso per un istante di rivedere tutta la giornata che ho passato, cosa ho fatto e cosa non ho fatto come se qualcosa stesse per cambiare per sempre, di conseguenza mi porta a sentire coraggio, paura, timore, rabbia, amore, serenità e tanta soddisfazione. Non smetto mai di pensare a mia madre e mio padre e tutte le persone che mi sono vicine, soprattutto durante l’esibizione
7) La frase del tuo brano che il pubblico dovrebbe portate sempre con sé?
Una frase può essere ascoltata quanto ignorata, attualmente voglio dire solo una parola al pubblico, “autenticitá”
8) Grazie per essere stato con noi.
Grazie a voi